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Itinerario dei “TRE GOLFI”

Itinerario dei “TRE GOLFI”

testi tratti dalla pubblicazione della provincia di Trapani “Tra Mare e Terre”.

Lasciata Trapani in direzione nord-est e imboccata la Litoranea di Tramontana, si procede lungo la Linea della costa su di un tratto di strada che, snodandosi tra le bionde sabbie del Lido di San Giuliano e Punta di Pizzolungo, aggira il versante settentrionale di Monte San Giuliano, sul quale svetta Erice, che domina prepotentemente il paesaggio.

Subito dopo, piegando la provinciale verso la rigogliosa piana di Bonagia, si offre un grandioso spettacolo di mare e montagne di fronte, infatti, appaiono la sagoma possente di Monte Cofano, che chiude da nord-est il bellissimo golfo di Bonagia, e più indietro le rupi di Capo San Vito. Si raggiunge così Custonaci, base ideale per alcune splendide escursioni. Facili quelle alla Grotta Mangiapane – nella vicina frazione di Scurati – un enorme riparo entro il quale e un piccolo, suggestive borgo, ed alla vicina costa, sino a Cornino, ove alla base dello strapiombante Monte Cofano si apre una superba insenatura. Molto più impegnativa, ma altamente gratificante, l’ascensione sull’aspro e bellissimo Cofano che dispensa uno straordinario panorama sui due sottostanti golfi. Suggeriamo anche la non impegnativa passeggiata sul sentiero che, snodandosi lungo la riva, aggira il piede di Monte Cofano.

Svariati sono gli aspetti che di questo magnifico promontorio sul mare ne fanno un’oasi naturalistica di rilievo: la ricca flora composta da circa 325 specie, molte delle quali endemiche o rare, un complesso di piante rupestri che vegetano in alcune zone mai disturbate dall’uomo; le estese ed integre formazioni a Palma nana che rivestono le pendici del rilievo; la presenza di diversi falconiformi nidificanti, ormai rari nel resto della Sicilia, e di interessanti specie di uccelli marini; l’aspetto paesaggistico di straordinaria, selvaggia natura.

In un susseguirsi di superbi paesaggi sul Golfo del Cofano e sui circostanti rilievi, la strada adesso si interna e prende quota, lambisce le pendici di Monte Sparagio e successivamente quelle del monti Scardina, Speziale e Passo del Lupo che, sul versante opposto, costituiscono una sorta di dorsale dello Zingaro.

Possibili e consigliate, a questo punto, le facili escursioni ai monti Sparagio e Scardina: poco prima di attraversare la piccola borgata di Paradiso, imboccando una strada asfaltata sulla destra (seguire indicazione “Noce”) si ascende sin quasi alla vetta del primo rilievo, interessantissimo per la presenza di numerose specie di orchidee e di isolati esemplari di Leccio, imboccando invece la carreggiabile sulla destra (nei pressi di un’area attrezzata) che si incontra dopo la stessa borgata, alla fine del lungo rettilineo e prima di attraversare il ponte Biro, si perviene a Monte Scardina. Grandiosi i paesaggi che si aprono, specie da Monte Sparagio, su tutta la penisola di San Vito. Segnaliamo, ancora, la possibilità di proseguire da quest’ultimo rilievo su di una pista impegnativa (solamente a piedi o in fuoristrada) che, attraversando luoghi di straordinaria bellezza, perviene al Castello di Baida, nei pressi dell’abitato di Balata di Baida.

Si discende quindi verso il Golfo del Cofano, viaggiando lungo la verdeggiante pianura di Castelluzzo – uno del luoghi più belli di questo itinerario – che degrada dolcemente verso il mare. Raggiunto l’omonimo abitato, prima di proseguire, consigliamo di discendere (bivio a sinistra) sino alla costa, qui piegare a sinistra e, procedendo su di una spianata incisa da splendide calette, raggiungere la punta estrema del golfo, ov’ è un suggestive borgo di pescatori. Anche da questo sito – la cui bellezza lascerà stupefatti – si offrono numerose possibilità di ascendere a Monte Cofano che incombe da ovest.

Proseguendo ancora sulla provinciale, superata Punta Lunga (sostare al belvedere, sulla sinistra), si raggiunge San Vito Lo Capo se magnifica e la profonda spiaggia di questa cittadina, rinomato centro di villeggiatura, ancora di più lo sono gli immediati dintorni dominati dalla mole del picco roccioso di Monte Monaco che strapiomba verso il mare. Da non perdere perciò di effettuare una passeggiata lungo la linea di costa del calcareo promontorio di Capo San Vito, uno dei luoghi più incontaminati di tutta la Sicilia, cosi come la non eccessivamente impegnativa ascensione a Monte Monaco. Il rilievo, infatti, dispensa grandiosi panorami sui golfi del Cofano e di Castellammare e lo spettacolo della pregiata vegetazione mediterranea – ove primeggia la Palma nana – che lo riveste, ai più fortunati sarà dato anche di ammirare il volteggio di rari rapaci, come l ‘Aquila del Bonelli, la Poiana, il Nibbio, il Gheppio. Ma, va aggiunto subito, l’intera penisola di San Vito e una vera e propria oasi per quanto riguarda l’avifauna, ospitando, tra uccelli nidificanti e migratori, più di cento diverse specie di uccelli.

Dopo San Vito, la strada dirige verso Punta di Solanto e aggirate le pendici di Monte Monaco piega a sud – serpeggiando lungo la costa rocciosa e frastagliata e aprendo via via incantevoli paesaggi sull’ampio Golfo di Castellammare – sino a fermarsi dinanzi a uno dei due ingressi della Riserva dello Zingaro, ambiente di stupefacente bellezza e del quale diremo nel successivo itinerario.
Ripercorrendo a ritroso l’intero percorso, poco prima della Tonnara di Bonagia, si perviene al bivio per Valderice (a sinistra) ove inizia la spettacolare ascesa a Monte San Giuliano, sede dello splendido borgo medievale di Erice. Affrontando una serie di tornanti ci si arrampica, dunque, lungo gli strapiombanti fianchi calcarei del rigoglioso monte – notevole la dovizia di specie vegetali mediterranee che vi attecchiscono e di uccelli che lo frequentano – e, attraversata una bella pineta, si giunge su di un ampio piazzale dal quale si apre una grandiosa vista sul sottostante abitato di Trapani, sulle Saline, sulle vicine isole Egadi, sui rilievi del Cofano e di Capo San Vito: tutto, poi, al tramonto, assumerà una purpurea colorazione che lascerà stupefatto il visitatore.

Discendendo per la Via Nuova, che aggira da nord il rilievo di Erice offrendo ancora magnifiche suggestioni paesaggistiche, si rientra infine a Trapani .