MARSALA
La sua origine si fa
risalire al
397 a.C , quando i fenici abitanti di Mozia, dopo la sconfitta
subita ad opera dei siracusani, si rifugiarono sul promontorio
Lilibeo fondando ivi una città che chiamarono appunto Lilibeo
e che divenne il più forte e l'ultimo baluardo della potenza fenicia in Sicilia.
Nel 241 a C , dopo
ripetuti e
vani tentativi, i romani riuscirono ad impadronirsene, la
città
divenne provincia romana, fu sede del questore e del pretore,
rimanendo a lungo il porto più importante dell'isola. Tale
posizione preminente fu mantenuta per tutto il Medioevo,
finché, nel XVI secolo, Carlo V fece costruire il porto per
difendere la città dagli assalti barbareschi.
Il rimedio, però, fu peggiore
del male, perché da allora Marsala (che intanto aveva preso
questo nome, dall'appellativo arabo Marsa-Ali) prese
inesorabilmente a decadere. Il suo nome è legato, nella storia
italiana, allo sbarco di Garibaldi, che da qui iniziò l'impresa che doveva portare all'unificazione del Regno d'ltalia.
La maggior parte della gente,
pero, la conosce piuttosto come sede di produzione del
pregiatissimo liquore omonimo. I primi stabilimenti, detti
"bagli", sorsero qui nel 1773 per iniziativa di un inglese, G
Woodhouse.
Il Marsala, nelle sue diverse
varietà, è oggi noto in tutto il mondo.
Il Duomo, dedicato a San
Tommaso di Canterbury, fu fondato in età normanna e
successivamente rimaneggiato fino al XVIII secolo, quando fu
ricostruito su modulo grandioso, rimanendo tuttavia incompiuto.
Gravemente danneggiato nel corso dell'ultima guerra, fu
restaurato e la facciata, precedentemente ultimata solo
nell'ordine inferiore, fu completata. All'interno è ornato da
numerose opere gaginesche.
Il tesoro della chiesa
è
costituito da otto grandi arazzi di scuola fiamminga del
Cinquecento, donati dall'arcivescovo Lombardo che, a sua
volta, li aveva ricevuti da Filippo II di Spagna.
Misurano circa 4 metri per
lato e, in una ricca cornice di fiori frutta e allegorie,
rappresentano episodi della guerra di Tito contro i Giudei.
I
Bagni Termali sono il
principale edificio ritrovato nell'area dell'antica Lilibeo,
tra ruderi di altre costruzioni, resti della cinta muraria,
avanzi dell'antico porto, necropoli, ceramiche, oggetti vari e
sculture Risalenti al III - IV secolo d.C., facevano parte con
ogni probabilità di un grandiose complesso edilizio, come testimoniano i continui
ritrovamenti nella zona circostante .
MAZARA DEL VALLO
La città antica si affaccia
sul Canale di Sicilia alla sinistra del fiume Mazaro, sullo
stesso sito in cui presumibilmente i Fenici fondarono la
colonia commerciale Mazara, nome indigene che significa forse
"castello". Grazie alla sua posizione acquistò importanza sia
come emporio che come fortezza. Ebbe una certa fioritura anche
durante la dominazione romana e di questo periodo vi sono
alcune vestigia. Vero splendore fu raggiunto nel corso della
dominazione araba. Gli arabi sbarcarono a Mazara per iniziare
l'occupazione dell'isola e misero la città a capo di uno dei
tre distretti amministrativi in cui, in seguito, divisero la
Sicilia. I vari viaggiatori islamici che la visitarono la
magnificarono, decantando la fertilità del territorio, la
qualità
e la quantità delle attività commerciali, la prosperità
economica, la floridezza delle piantagioni e dei giardini, la
bellezza degli edifici. Tutto questo è rimasto oggi indelebile
nella città, in quanto si è tramandato inalterato il tracciato
viario. Con l'avvento dei normanni la città si arricchì di chiese,
conventi e monasteri e venne cinta da mura. Nuovi interventi di
carattere monumentale interessarono la città nei secoli XVI
-XVIII, e nel 1852, con l'abbattimento delle mura ruggeriane,
iniziò l'espansione nella zona circostante. Particolarmente
interessante da visitare è il porto canale costruito sull'estuario
del fiume Mazaro, centro commerciale della città. Vi si
affaccia una delle zone più antiche lungo le sponde abitavano
i commercianti arabi, il cui sangue si è visibilmente
perpetuate nelle vene della gente del luogo.
All'arrivo dei
motopescherecci e delle barche al mattino, è un continuo
vociare che richiama da vicino le grida dei mercanti di un
tempo. Si tratta di uno dei porti pescherecci più importanti
d'ltalia, con una produzione annua di circa 200.000 q. di
pesce.
Il principale monumento
è la
cattedrale dedicata a S. Salvatore. Fu edificata
originariamente al termine dell' XI secolo e in seguito
totalmente rifatta nel 1690 - 94.
Della primitiva costruzione
conserva qualche avanzo, e precisamente le mura del transetto
e l'abside, ornata esternamente da rincassi, come nell'antico
stile arabeggiante di epoca normanna.
L'opera d'arte
più notevole
fra quelle custodite all'interno della chiesa e una
"Trasfigurazione", composizione marmorea di sei statue
realizzate con un forte gusto popolare delle sacre
rappresentazioni da Antonio Gagini negli anni '30 del
Cinquecento.